HOLLAND 17

Diario di viaggio di una settimana in Olanda nell’estate del 2017

15 // Düsseldorf

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Arrivo con il volo in ritardo e la proprietaria dell’ostello s’incazza mica male. Ha ragione e mi scuso più volte. Mi offre comunque il Mojito Frizzante di benvenuto. Lo sorseggio sul balcone fumando.  Ore 00.30 doccia veloce e camera singola per una buona dormita con partenza veloce verso Utrecht la mattina seguente.

 

16 // Utrecht

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In treno ad un certo punto arriva una mamma con due bambini e fa alzare le persone difronte a me. Loro se ne vanno, rimane un posto libero, io resto. Arrivo in città e compro due pesche e un paio di mandarini al mercato del centro. Vado verso l’ostello camminando e tempo un’ora ho preso possesso del letto e affittato una bicicletta da un turco. Non e’ turco ma è bello pensarlo. Dietro l’angolo c’è la culture boat. E’ una grande barca con tavolini e atmosfera rilassante. Faccio una pausa e parlo con mio zio al telefono. Cerco di convincerlo a raggiungermi in Olanda ma “lui” non cede alle tentazioni. Prendo la bicicletta e mi perdo per i quartieri di Utrecht. Città romantica a misura d’uomo. In centro cerco invano uno zaino o marsupio e alla fine ci rinuncio. Prendo la bicicletta e vado fuori città. Mi fermo davanti ad un piccolo lago con una panchina nel posto giusto. Pausa e relax. Torno verso l’ostello e organizzo l’itinerario del giorno dopo verso Rotterdam. Città interessante dicono. Conosco dei ragazzi italiani e si finisce al parco in notturna. Tipico stile italiano. Mi fanno diverse domande sul mio passato. Li annoio, andiamo verso il centro ma stanco torno in ostello e qui viene il bello. Entro nella stanza e scopro che una ragazza, non solo mi ha rubato il letto ma anche le lenzuola. Le parlo ma fa finta di non capire. Puzza e continua a spazzolarsi i capelli nel letto con la luce accesa. Sono più o meno le 2 di notte, il nervoso cresce e la situazione continua a peggiorare. Scendo in cerca del custode per chiedere delle nuove lenzuola. Lui non mi crede e sale con me in camera. La vede e con sguardo di rinuncia mi saluta. Lei non molla il colpo e con la luce spenta alterna un russare atomico ad una tosse ansiogena. Sono più o meno le 4 di notte e non so più cosa fare. Esco sul balcone per fumare e calmare i nervi. Torno in camera e come per magia regna il silenzio. Ore 5 del mattino posso dormire con sveglia alle 9.30. Mi sveglio presto e vado a fare un giro in bicicletta dopo aver mangiato una pesca e aver salutato in ostello. Consegno il “mezzo” e vado verso la stazione. Ho prenotato un posto letto in un posto eccezionale a Rotterdam! Salto sul treno e saluto Utrecht.

17 // Rotterdam (Kinderdijk)

 

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Viaggio veloce da 30 min. Viaggio con la pioggia. Cerco subito una bicicletta da affittare anche se non sembra così facile in questa città. Entro nella decathlon alla ricerca di qualcosa d’utile per il viaggio e chiedo al personale che sistema le biciclette se conosce qualche negozio in zona dove si possono affittare. Il posto è vicino. 12.50€ al giorno per una bicicletta di tutto rispetto. Salto in sella direzione ostello a forma di cubo. E’ Il progetto di un architetto olandese che merita gli applausi. Lascio lo zaino e mi preparo per la partenza. Voglio raggiungere Kinderdijk la zona dei vecchi mulini olandesi. Ebbene si esistono davvero. Piove ma non molto. Giacca impermeabile per i 14.3 km di viaggio su due ruote. Vento ed acqua non vinceranno mai! Durante il tragitto mi fermo a comprare una brioche al cioccolato ma devo fare in fretta perché al ritorno voglio prendere il waterbus così da non rifarmi altri 14.3 km pedalando. Arrivato ai mulini vado verso l’unico ancora attivo. Schiaccio 1 euro e 5 centesimi dentro ad una macchina che crea una stampa ricordo sul metallo. Scatto foto, pausa e vado verso il waterbus per tornare in centro. Torno a Rotterdam e giro un po’ la città fermandomi in due locali ma devo ancora progettare il giorno dopo così “schizzo” in ostello quasi subito. Giusto il tempo di fare una pausa al Pluto. Tornato alla base parlo con la reception per consigli su posti da visitare. Decido di andare al mare! Scelgo un posto tranquillo per riposare un poco anche se nel cubo alla fine dormo bene. Per cena vado dai pugliesi. Ragazzi che fanno panzerotti con i prodotti tipici della Puglia per l’appunto. Parlo un po’ con loro e prendo un panzerotto piccante. Mangio, fumo e ordino un espresso. Buono finalmente! Un giro per la città e via verso il letto per riposare e progettare l’itinerario di domani. Si va al mare!

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18 // L’Aia (Scheveningen)

 

Nella stazione centrale di Rotterdam cerco il mezzo adatto per andare verso Scheveningen che praticamente è come andare in villeggiatura. Chiedo ad almeno 3 persone differenti e la soluzione migliore sarà prendere il bus. L’autista mi chiede da dove vengo e inizia a dire “Ac Milan..gullit..van basten..” ed il mio orgoglio milanista s’impenna. Arrivo alla stazione Den Haag e prendo un altro bus verso il mare. Piove governo ladro! Vado verso l’hotel per prendere possesso della mia camera. Camera privata con bagno privato a due passi dal centro. Mi tratto bene. Metto giù lo zaino, prendo il necessario e vado verso il mare. Vento a forza 9 ma il mare e’ sempre il mare. Scopro che sarà la notte dei fuochi d’artificio, più precisamente una sfida tra Giappone e Spagna all’interno della 38* edizione del vuurwerk festival. Il paesello promette bene. Camminata veloce sul mare, foto e via verso la doccia calda in camera. Esco nello stesso momento in cui esce il sole e la spiaggia si anima con pazzi che fanno bungy jumping ed altri che giocano con una sorta di aquilone a due mani che sicuramente avrà un nome ma ne ignoro l’esistenza. Passo diverso tempo seduto davanti al mare ma nella mia amata e profonda ammirazione per la contraddizione, decido di comprare quell’aquilone a due mani per dilettarmi in spiaggia. 11€ ed è una merda totale. Ammetto la sconfitta subita dal vento, butto le 11€ dopo 15 min e vado a bere sul pontile che entra per diversi metri nel mare. Partono mille foto, una birra chiara olandese e il panorama è sublime. Resto davanti al mare qualche ora per poi andare nel ristorante vicino l’hotel per abbuffarmi di cibo. Costolette spicy sottoterra più qualche birra. Super! Torno al volo in camera e poi mi fiondo a godermi il tramonto nel mare e lo spettacolo pirotecnico nel gelo del vento del nord. Questa scappata al mare e’ stata un successo. Mi rilasso sul letto dopo aver prenotato due notti nella capitale a bordo di un treno adibito ad ostello. Amsterdam sto arrivando!

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19 // Amsterdam (Zaandam)

Arrivo nella capitale con il bus. Rapido ed indolore. Le prime due notti le passerò al train longe, un treno adibito ad ostello fermo alla stazione di Amsterdam Sloterdijk che è la stazione dove arrivano i bus. Perfetto no? Non si trova vicinissimo al centro ma con una bicicletta si attraversa il parco e in 10 min si arriva ovunque. E’ da prima della partenza che mi ero messo in testa di vedere Zaandam. Una piccola città a 12 km da dove alloggio e che dalle foto e’ tanto colorata quanto curiosa. Lascio lo zaino “nel treno” e affitto una bicicletta. In 30 min sono da Primark a Zaandam cercando qualche vestito economico. La piccola città e’ stupenda ed unica nel suo genere. Ci resto un’oretta e torno verso Amsterdam. 24 km facili facili. Doccia, pausa e via verso il centro città per cercare cibo. Ho voglia di pasta ma non il ristorante adocchiato è pieno fino a dopodomani. Mi perdo per le strade e finisco davanti ad un ristorante libanese. Sono talmente affamato che dichiarerei guerra per avere del cibo. Fortunatamente non è necessario e trovo un tavolino perfetto sul marciapiede dove mangio dell’hummus con pollo davvero buono. Giro veloce in bicicletta per digerire il tutto ed è il momento di capire cosa combinare nei prossimi giorni.

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20 // Amsterdam (Zandvoort / Haarlem)

Sveglia molto presto e via veloce come il vento verso il centro città. Attraversare il parco ormai sembra un gioco da ragazzi ma la fatica inizia a farsi sentire. Dopo tutto sono sempre 5 fottuti km e dopo i 30 conviene alternare con mezzi più comodi. Arrivo in centro e vedo un locale dove vorrei fermarmi. Parcheggio la bicicletta e un tizio esce dal suo locale per dirmi che devo spostarla. La voglia che trova nel farlo alle 9 del mattino è ammirevole. Cerco disperatamente delle sigarette. Qui si vende di tutto ma a quanto pare per le sigarette un po’ devi sudare. Inizia la battaglia e ne esco vittorioso. Torno al Barney, pausa e ordino un the caldo. Giro un poco per il quartiere rosso con leggerezza quotidiana tipica del vacanziere e mi fermo al Bulldogs per un caffè. I tavolini all’aperto vincono sempre, sopratutto se davanti hai il sole e puoi fare una pausa. Conosco il ragazzo che mi fa il caffè per colpa del suo accento napoletano e aiuto due ragazze irlandesi alla loro prima esperienza nella capitale. Due tizi danesi allo stesso tavolo sembrano simpatici ma solo per i primi 2 minuti, così come le irlandesi che vanno via. Salto in della in cerca di cibo con destinazione wok to walk. Mi ricordo più o meno dove sta e infatti lo trovo velocemente e mangio tutto nella loro suprema salsa Tokyo. Penso che a questo punto tornare in ostello per organizzare la giornata potrebbe essere una buona soluzione ma dopo 10 m mi accorgo di aver bucato la gomma posteriore. Non impreco contro la city e mantengo la calma. Dopo 1 km nella mia direzione trovo un negozio aperto anche la domenica dove con 10€ riparo la bicicletta.   Decido però che la city non mi merita e mi metto alla ricerca di una nuova destinazione. A 30 min di treno da Amsterdam si arriva al mare del nord. Doccia, pausa e via verso il mare. La spiaggia e’ gigante e turistica. Mi sdraio sul lettino al riparo dal vento per rilassarmi sotto il sole. Il mare qui lo vivi diversamente, come un bel paesaggio con il quale puoi interagire solo a metà. Faccio una lunga camminata e poi vado a vedere Haarlem che è sulla strada del ritorno. Gli olandesi prendono seriamente la questione Domenica perché è tutto chiuso e la piccola città non sembra offrire più di un aperitivo in piazza. Prendo il treno in direzione cibo. Trovo un locale a forma di kontainer dove ingurgito un burger gigante con davanti una splendida olandese. Stanco e un po’ dolorante torno versione la mia cuccia per organizzare il prossimo giorno nella capitale.

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21 // Amsterdam (Westerpark & Oosterpark)

Ho prenotato due notti nell’ostello dentro al parco ad Est della città ed ho scoperto che attraversavo quello ad Ovest per andare verso il centro. Lasciare il treno un po’ mi pesa, sono stato davvero bene in quella cuccia. Comunque il posto dove andrò e’ più pulito ed è dentro ad un parco. Lo ripeto per “marcarlo” bene. Cammino mentre ascolto musica nel Westerpark per andare a prenotare una bicicletta nel negozio ieri mi ha salvato la vita. Bicicletta ottima! Robusta e leggera. Viaggio verso il il Bulldogs e mi siedo ad un tavolo con una coppia di italiani che vive a Londra e un tedesco che però non parla molto. Cerco di capire prima d’interagire con loro se il mio essere italiano si nota molto. Sono giorni che me lo chiedo e così colgo l’occasione per soddisfare la mia curiosità. La coppia d’italiani mette il punto fine dicendo che si capisce anche da come respira che sono italiano. 5 min di risate con le lacrime e dopo un’oretta sono in movimento. Guardo la direzione da prendere e vado verso Est! Arrivo all’ostello e qui l’amara scoperta. Ho prenotato in questo posto ma con la data sbagliata. La tizia alla reception mi crede e cancella la prenotazione di un altro che aveva prenotato due letti per tre notti. Non potevo essere io dai! Comunque subentra la vice e risolve tutto. Doccia e via verso le dighe. Mangio un club sandwich enorme pedalando verso un campeggio dove si andava con amici a fare disastri. Resto in giro qualche ora e nel mentre sbatto addosso ad uno che si era fermato nel posto sbagliato. S’incazza ed io lo mando affanculo. La bicicletta risponde bene e viaggiare e’ una comodità. Mi perdo per le vie della capitale scorrazzando senza meta e trovo un luogo ideale dove ci sono piccoli tavolini esterni. Il più vecchio coffeshop di Amsterdam che diventa subito il mio punto fermo sulla mappa. Accuso la fatica del sesto giorno e torno verso l’ostello dove mangio un boccone e bevo birra. Passeggio per il parco facendo una pausa mentre davanti a me c’è una partita amatoriale di volley. Torno verso la doccia per riposare le gambe e sopratutto il cervello.

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22// Amsterdam (Vondelpark)

Dato che ho deciso di visitare la periferia della capitale mi faccio anche il terzo parco della città. L’idea era di andare a visitare una città qui vicino ma altri 30km pedalando sono troppi. Alla fine della giornata comunque ne avrò fatti almeno 15. Mi sveglio dopo una buona dormita, doccia e via verso il cappuccino sui tavolini del mio posto preferito. Punto nella direzione del parco verso Sud scoprendo una zona bellissima dove decido di tornare successivamente. Ci sono i migliori locali di musica della città e stasera dj techno from USA gratis. Tutto molto bello ma passo. Riesco anche grazie al karma positivo a non morire dopo che un coglione mi taglia la strada con il motorino. Salto da gigante con doppia piroetta carpiata all’indietro e atterro in piedi. Trovo l’hard rock cafe e compro un regalo per poi sfrecciare verso l’obiettivo. Giro al parco, pausa e mi perdo scattando foto. Torno verso la zona centrale ed alterno cappuccini e foto per i ponti della città. Dopo un salto in ostello riesco ma solo per qualche ora per poi decidere di mangiare “a casa” e fare bagagli e burattini. Inizio a sentire la fatica nelle gambe, la fatica dei km percorsi e dei molti cappuccini olandesi. Domaniultimo giorno.

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23 // Amsterdam (ultimo giorno)

Ultimo giorno e fortunatamente sono riuscito a non uccidere il pischello che dorme sopra di me nel letto a castello. Ho dormito poco e male. Il mio umore non è alle stelle così decido di svegliarmi molto presto e andare via dall’ostello il prima possibile. Ho diverse cose da fare. Salto in sella alla “furia” e schizzo verso il tavolino all’aperto del Bulldogs. Ho bisogno proprio di stare tranquillo col sole in fronte. Posizione  strategica per salutare al meglio la capitale. Il tizio a cui chiedo l’ennesimo cappuccino mi svolta la giornata facendomi morire dal ridere. Conosco un tizio che viene dal Qatar e una coppia di canadesi sulla sessantina. Parliamo un po’ di tutto ma senza farlo presente a voce, faccio capire che di mattina non ho molta voglia di parlare. Passata un’oretta vado al parco vicino all’affitta biciclette per sistemare lo zaino e consegnare la belva olandese. A piedi m’incammino verso il centro mangiando frutta e ascoltando musica. Spedisco qualche cartolina e mangio sul canale in un pub belga. Il mio aereo parte presto così vado verso il ritorno in patria acquistando alcuni oggetti da ricordo. Ascolto per ore la stessa canzone e mi preparo alla partenza. Si torna in Italia a mangiare spaghetti!

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